Le zeppole di San Giuseppe

ea0723b66b31af2bf03371c.jpgDifficolta’:

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Si tratta di gustose frittelle tipiche della cucina campana, preparate in tutto il Meridione nel giorno di San Giuseppe, il 19 Marzo.
Dedicate al santo protettore dei friggitori e dei falegnami,  la tradizione di un tempo voleva che si allestissero dei banchetti davanti alle loro botteghe su cui friggerle e offrirle direttamente ai passanti.

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Cosa serve:

Per una quindicina di zeppole:

4 dl. di acqua
1 dl di vino bianco secco
400 gr. di farina
6 uova
1 noce di burro
1 noce di strutto
1 pizzico di sale


Per la crema:

1/2 litro di latte
5 tuorli di uovo
3 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di farina
1 cucchiaio di fecola di patate
la buccia di 1 limone
1 pezzetto di vainiglia
150 gr. di amarene sciroppate

Come si prepara:

Fate bollire il latte con la scorza di limone e la vainiglia.
Mettete in una terrina i tuorli d’uovo e amalgamateli con lo zucchero fino ad ottenere una crema soffice. Unite la farina e la fecola e continuate a lavorare.
Togliete la vainiglia e la scorza di limone dal latte e versatelo, poco per volta, nel composto, continuando a mescolare.
Fate cuocere a fiamma bassa mescolando continuamente.
Spegnete il fuoco prima che giunga a bollore e fate raffreddare in una ciotola.

Una volta preparata la crema portate a ebollizione l’acqua con il vino, il burro, lo strutto e il pizzico di sale. Versatevi quindi la farina e mescolate di continuo per circa 10 minuti.
mettete quindi la pasta su diun piano e lasciatela raffreddare. Quando sara’ fredda includetevi le uova una per volta, prima il tuorlo e poi l’albume.
Ungete con olio o burro una parte del piano di lavoro, mette la pasta un po’ per volta in una siringa da pasticceria con l’imboccatura piuttosto larga e formate, sulla parte di piano precedentemente unta, delle ciambelle.
In un tegame alto fate riscaldare
abbondante olio e prima che raggiunga una termperatura troppo elevata, friggete le ciambelle a fuoco inizialmente a fiamma dolce e poi vivace.

Ponete le ciambelle su carta assorbente da cucina per eliminare l’olio in eccesso. Guarnite infine ciascuna con una cucchiata di crema ed una amarena.

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a8778c45e378dc305ee8f47af4123cce.jpgI dolci campani di Natale: La Cassata

Dolce tipico Napoletano. Viene prodotto per tradizione, durante il periodo natalizio, negli ultimi anni è richiesto pure in altri periodi dell’anno. Essendo di pasta dura, lo si può gustare bagnato nel vermouth, nello spumante, o addirittura nel vino bianco.

 


82fd937a620cb494218d803d646a7bd3.jpgI dolci campani di Natale: Gli Struffoli

Questo è un tipico dolce natalizio napoletano, la cui forma è a base di sfere ricoperte di miele e dai multicolorati diavulilli.
Poiché la penuria di certezze stimola la fantasia, qualcun altro si è inventato che struffolo derivi da strofinare: il gesto che compie chi lavora la pasta, per arrotolarla  a cilindro prima di tagliarla in palline.

 

ea6bcfb48c9c19c7a49bb460baad41d6.jpgI dolci campani di Natale: I Susamielli

A forma di ‘S’ i Susamielli venivano impastati con del miele liquido ed anticamente venivano distinti in sosamiello nobile, preparato con la farina bianca e v’era l’usanza di offrirlo alle persone di riguardo, il sosamiello per zampognari.

 

 

80359a6d78b8cf75c86a97fc3c77060d.jpgI dolci campani di Natale: I Roccoco’

Il roccocò è un dolce napoletano prodotto con mandorle, farina, zucchero, canditi e spezie varie. Il roccocò è cotto al forno ed ha una forma tondeggiante simile a quella di una ciambella schiacciata della grandezza media di 10 cm.


54eda676713444c30603680839c98c1a.jpgI dolci campani di Natale: le Zeppole (Scauratielli)

Tipiche della costiera sorrentina, gli scauratielli sono ciambelline fritte preparate con una pasta a base di farina, acqua, latte ed anice, e condite con miele, diavulilli (per chi non lo sapesse sono i confettini piccini e coloratissimi che ci riportano alla mente le decorazioni dei nostri alberelli di natale) e scorzette d’arancia.

 

8558961b263c8c4b7117983.jpgConosci cio’ che mangi:

Questo dolce pare abbia  origini davvero molto antiche. Intorno al 500 a.C. si celebravano nfatti a Roma le Liberalia che erano le feste delle divinità dispensatrici del ‘”ino e del grano” nel giorno del 17 marzo. In onore di Sileno, si bevevano fiumi di vino addizionato di miele e spezie  e si friggevano nello strutto bollente  profumatissime frittelle di frumento.

Attualmente a San Giuseppe, che si festeggia solo due giorni dopo (19 marzo), diventano  protagoniste le discendenti di quelle storiche frittelle: le zeppole di S.Giuseppe.

Nella sua versione attuale, la zeppola di S.Giuseppe nasce come dolce conventuale: secondo alcuni nel convento di S.Gregorio Armeno, secondo altri in quello di Santa Patrizia. La prima ricetta della zeppola di San Giuseppe messa su carta risale al 1837, ad opera del celebre gastronomo napoletano Ippolito Cavalcanti, Duca di Buonvicino.

Il proverbio del giorno:

VA’ ADD’ ‘O PATUTO E NUN GHJI’ ADD’ ‘O SAPUTO

Va dal sofferente e non dal dotto

Ossia:

Spesso, l’esperienza pratica vale molto più della teoria

 

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Le zeppole di San Giuseppeultima modifica: 2011-03-16T13:12:00+01:00da incredinews
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