I dolci campani di Natale: Le Paste di mandorle (Pasta reale)

8b8e560a92461fd82df1b2d.jpgDifficolta’:

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Sono dolcetti che trovano la loro origine nei conventi napoletani, dai delicati colori pastello che vanno dal rosa, al verde al giallino, preparati con mucchietti di paste di mandorle sistemati su di un ostia tagliata che serve da base e dalle forme piu’ svariate.

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Cosa serve:

Per 4-5 persone

400 gr di mandorle
400 gr di zucchero
un pizzico di cannella
un cucchiaio di glucosio
alcune ostie

Per la glassa:
350 gr di zucchero a velo
1 albume
3 cucchiai di succo di limone


Come si prepara:

Ponete un po’ di acqua in una pentola bassa e portate a ebollizione.
Spegnete il fuoco e mettetetevi a mollo le mandorle per cinque minuti.

Pelatele e fatele asciugare su di un panno.

Pestate le mandorle in un mortaio fino ad ottenere una pasta fine.

Ponete in una pentola 400 gr di zucchero e mezzo bicchiere di acqua e fate cuocere fino ad ottenere uno sciroppo denso (a filo). Non andate oltre con la cottura e quindi spegnete il fuoco.
Aggiungete poi le mandorle tritate e la cannella e, mescolando con un cucchiaio di legno, fate cuocere per circa un quarto d’ora.
Aggiungete il glucosio e fate raffreddare, mescolando di tanto in tanto.
Versare un po’ di impasto su ciascuna ostia, dandogli una forma rotonda o ovale.

Il giorno successivo preparate la glassa e stendetela sui dolcetti.

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I dolci campani di Natale: La Cassata

Dolce tipico Napoletano. Viene prodotto per tradizione, durante il periodo natalizio, negli ultimi anni è richiesto pure in altri periodi dell’anno. Essendo di pasta dura, lo si può gustare bagnato nel vermouth, nello spumante, o addirittura nel vino bianco.

 

I dolci campani di Natale: Gli Struffoli

Questo è un tipico dolce natalizio napoletano, la cui forma è a base di sfere ricoperte di miele e dai multicolorati diavulilli.
Poiché la penuria di certezze stimola la fantasia, qualcun altro si è inventato che struffolo derivi da strofinare: il gesto che compie chi lavora la pasta, per arrotolarla  a cilindro prima di tagliarla in palline.

 

I dolci campani di Natale: I Susamielli

A forma di ‘S’ i Susamielli venivano impastati con del miele liquido ed anticamente venivano distinti in sosamiello nobile, preparato con la farina bianca e v’era l’usanza di offrirlo alle persone di riguardo, il sosamiello per zampognari.

 

I dolci campani di Natale: I Roccoco’

Il roccocò è un dolce napoletano prodotto con mandorle, farina, zucchero, canditi e spezie varie. Il roccocò è cotto al forno ed ha una forma tondeggiante simile a quella di una ciambella schiacciata della grandezza media di 10 cm.


I dolci campani di Natale: le Zeppole (Scauratielli)

Tipiche della costiera sorrentina, gli scauratielli sono ciambelline fritte preparate con una pasta a base di farina, acqua, latte ed anice, e condite con miele, diavulilli (per chi non lo sapesse sono i confettini piccini e coloratissimi che ci riportano alla mente le decorazioni dei nostri alberelli di natale) e scorzette d’arancia.

 

Conosci cio’ che mangi:

c222a8808f5ee58092dec9c.jpgDolci della vigilia di natale, le suore li preparavano rispettando la dieta di magro perche’ erano preparati con farina zucchero, spezie e mandorle finemente tritate e non era utilizzato alcun grasso animale, essendo il loro condimento ottenuto esclusivamente dall’olio premuto dalle stesse mandorle.
L’origine del nome pasta reale pare risalga all’epoca di Re Ferdinando IV.
Si racconta che il Re si recò un pomeriggio in visita al convento delle suore di San Gregorio Armeno e, dopo aver visitato la cappella ed il convento, fu accompagnato dalle sorelle nel refettorio, ove su un grande tavolo era preparato un buffet in cui facevano bella mostra di se aragoste, pesci arrostiti, polli e fagiani oltre a della splendida frutta.
Il Re era un gran mangiatore ma si scusò dicendo che da poco aveva finito di pranzare e non sarebbe stato il caso riaffrontare un pasto del genere. Ma le suorine con sguardi di complicità pregarono Re Ferdinando di degnarsi di un assaggio, quale fu la sorpresa del sovrano quando si accorse che tutto quel Ben di Dio non erano altro che dolci efficientemente scolpiti con la pasta di mandorle e certosinamente dipinti a mano.
Questa tradizione di pasta reale è rimasta oggi soprattutto in Sicilia dove ci sono degli abilissimi artigiani di pasta martorana o reale.

Il proverbio del giorno:

VA’ ADD’ ‘O PATUTO E NUN GHJI’ ADD’ ‘O SAPUTO

Va dal sofferente e non dal dotto

Ossia:

Spesso, l’esperienza pratica vale molto più della teoria

 

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I dolci campani di Natale: Le Paste di mandorle (Pasta reale)ultima modifica: 2010-12-28T19:16:00+01:00da incredinews
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