Breve storia del presepe napoletano


Il presepe napoletano è una delle tradizioni natalizie più consolidate e seguite che si è mantenuta inalterata per secoli. Il termine presepe (o presepio) deriva dal latino praesepe (o prasepio o ancora praesepium) che vuol dire mangiatoia.

Il primo presepio a Napoli viene menzionato in un documento che parla di un presepio nella Chiesa di S. Maria del presepe nel 1025. Ad Amalfi, secondo varie fonti, già nel 1324 esisteva una “cappella del presepe di casa d’Alagni”.

Nel 1340 la regina Sancia d’Aragona (moglie di Roberto d’Angiò) regalò alle Clarisse un presepe per la loro nuova chiesa, di cui oggi è rimasta la statua della Madonna nel museo di San Martino.

Nel Seicento il presepe però allargò il suo scenario. Non venne più rappresentata la sola grotta della Natività, ma anche il mondo profano esterno: in puro gusto barocco, si diffusero le rappresentazioni delle taverne con ben esposte le carni fresche e i cesti di frutta e verdura e le scene divennero sfarzose e particolareggiate (Michele Perrone fu tra gli artisti principali in questo campo), mentre i personaggi si fecero più piccoli: manichini in legno o in cartapesta saranno preferiti anche nel Settecento.

Il secolo d’oro del presepe napoletano è il Settecento, quando regnò Carlo III di Borbone. Per merito della fioritura artistica e culturale in quel periodo anche i pastori cambiarono il loro sembiante. I committenti non erano più solo gli ordini religiosi, ma anche i ricchi e i nobili.

Il Museo della Certosa di San Martino è certamente il punto di riferimento per gli studi sul presepe Napoletano, oltre ai ricchi presepi ancora conservati integri a Napoli e altrove. Forse il più celebre e acclamato esempio di presepe napoletano è il presepe Cuciniello realizzato tra il 1887 e il 1889 ed esposto a San Martino; un altro celeberrimo, esposto talvolta a palazzo reale, è il Presepe del Banco di Napoli.

Nel Novecento questa tradizione è gradualmente scomparsa, ma oggi grandi presepi vengono regolarmente allestiti in tutte le principali chiese del capoluogo campano e molti napoletani lo allestiscono ancora nelle proprie case.

Via San Gregorio Armeno è una strada del centro storico di Napoli, celebre turisticamente per le botteghe artigiane di presepi.


La strada è antichissima e risale alla dominazione romana. Fungeva all’epoca da collegamento di due decumani, il Decumano Medio (attuale via dei Tribunali) e il Decumano Inferiore (odierna via San Biagio dei Librai), congiunti perpendicolarmente proprio da questa strada. Sembra che la tradizione presepiale abbia un’origine remota: nella strada in epoca classica esisteva un tempio dedicato a Cerere, alla quale i cittadini offrivano come ex voto delle piccole statuine di terracotta, fabbricate nelle botteghe vicine.

Oggi via San Gregorio Armeno è nota in tutto il mondo come il centro espositivo delle botteghe artiginali qui ubicate che ormai tutto l’anno realizzano statuine per i presepi, sia canoniche che originali (solitamente ogni anno gli artigiani più eccentrici realizzano statuine con fattezze di personaggi di stringente attualità, da Diego Armando Maradona a Silvio Berlusconi passando per Osama bin Laden). (vedi articolo)

Come arrivare a Via di San Gregorio Armeno:
con la metropolitana, scendere alla fermata di Piazza Dante della Linea 1. Proseguire per Port’Alba e raggiungere, attraverso via San Sebastiano, Via Benedetto Croce. All’altezza del campanile della chiesa di Santa Chiara proseguire nella direzione opposta a quella che conduce a Piazza del Gesù Nuovo. A piedi, venendo da via Duomo, vi si arriva attraverso via dei Tribunali o via San Biagio dei Librai).

 

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Breve storia del presepe napoletanoultima modifica: 2010-11-29T18:24:00+01:00da incredinews
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