Napule ‘e na vota… (3)

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Il Vesuvio è attualmente alto 1281 m. e sorge all’interno di una caldera di 4 km di diametro. La caldera rappresenta ciò che resta dell’ex edificio vulcanico (Monte Somma) dopo la grande eruzione del 79 d.C., eruzione che ha creato la caldera dove poi si è formato il Vesuvio.
il Vesuvio detiene un primato a livello mondiale: è il vulcano che per primo è stato studiato sistematicamente (per volontà della casa regnante dei Borbone) e anche oggi è il vulcano più monitorato e studiato. Risale infatti al 1841 (per volontà del re Ferdinando II delle Due Sicilie) la costruzione di un Osservatorio (tuttora funzionante) e si può ben dire che la vulcanologia, come vera e propria ricerca scientifica, nasce proprio in quegli anni.
Dal 1944 non si sono più avute sue eruzioni (e speriamo che dorma ancora per molto…)

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La collina di San Martino vista dal porto
La collina di San Martino è il punto più alto della città di Napoli, dominata dal Castel Sant’Elmo e dalla Certosa di San Martino. Conserva intatte le terrazze verdi un tempo coltivate dai frati ed oggi curate dall’Associazione Amici della Vigna di San Martino. Qui allignano vecchie viti di Aglianico, Piedirosso, Catalanesca e Falanghina che ogni anno danno circa 5000 bottiglie di rosso e di bianco che sono fuori dai circuiti commerciali. La vigna è anche teatro di incontri internazionali d’arte contemporanea e cultura. Una funicolare collega il centro della città con la sommità della collina.
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La Villa Comunale
La Villa Comunale (già Reale, poi Nazionale) è uno dei principali giardini storici di Napoli.

Il vasto giardino, piantato a lecci, pini, palme, eucalipti si estende per oltre 1 km tra piazza della Vittoria e piazza della Repubblica, fiancheggiato dalla Riviera di Chiaia e da via Caracciolo. Il suo primo nucleo risale al 1697, quando il viceré duca di Medinacoeli fece piantare un doppio filare di alberi abbellito da 13 fontane, indirizzando lungo la Riviera una prima idea di passeggiata. Nel 1778-80 l’aea fu convertita in un vero e proprio giardino, per volontà di Ferdinando IV di Borbone e per opera di Carlo Vanvitelli, figlio del più noto Luigi.

Il Real Passeggio di Chiaia si apre con un percorso rettilineo adorni di copie di statue di epoca romana e insoliti gruppi scultorei di età tardo-rinascimentale.

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Piazza dei Martiri sorse intorno al 1600, costituendo una delle prime espansioni verso ovest di una città alla quale per secoli fu vietato di estendersi al di fuori delle mura. La piazza è di forma triangolare, ed è dedicata a tutti i napoletani caduti per la libertà.

Il monumento posto al centro della piazza è costituito da una colonna che già esisteva nel periodo borbonico, quando la piazza prendeva il nome di piazza della Pace. Sulla sommità si erge una statua di Emanuele Caggiano che simboleggia la “virtù dei martiri”.

Alla base vi sono quattro leoni ognuno dei quali rappresenta martiri napoletani: il leone morente raffigura i caduti della Repubblica Partenopea del 1799; il leone trafitto dalla spada, opera di Stanislao Lista, i caduti carbonari del 1820, mentre gli altri due leoni, dall’aspetto più feroce, rappresentano i caduti liberali e garibaldini del 1848 e del 1860.

CONTINUA———->

 

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Napule ‘e na vota… (3)ultima modifica: 2010-11-05T17:05:00+01:00da incredinews
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