I dolci campani di Natale: La Cassata

a8778c45e378dc305ee8f47.jpgDifficolta’:

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Dolce tipico Napoletano. Viene prodotto per tradizione, durante il periodo natalizio, negli ultimi anni è richiesto pure in altri periodi dell’anno. Essendo di pasta dura, lo si può gustare bagnato nel vermouth, nello spumante, o addirittura nel vino bianco.

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Cosa serve:

Per 4 persone

100 gr. di farina
50 gr. di fecola di patate
200 gr. di zucchero a velo
una bustina di vanillina
1 limone
6 uova
50 gr. di burro
un bicchierino di rhum.

Per il ripieno:
500 gr. di ricotta
250 gr. di zucchero semolato
100 gr. di cioccolato fondente
50 gr. di cedro e arance candite
un bicchierino di Maraschino.

Per la copertura:
60 gr. di marmellata di albicocche
50 gr. di zucchero.

Per la glassa:
150.gr. di zucchero a velo
acqua calda
un pizzico di bicarbonato di sodio.

Per guarnire:
Frutta candita a piacere.


Come si prepara:

Preparate il pan di Spagna secondo la relativa ricetta.
Passate al setaccio la ricotta e lavoratela con lo zucchero semolato per una decina di minuti.

Unitevi il Maraschino, la cioccolata e il cedro tritati finemente.

Tagliate in due dischi il pan di spagna, spruzzatelo con un bicchierino di rhum allungato con un bicchierino e mezzo di acqua e due cucchiai di zucchero.
Spalmate il ripieno precedentemente ottenuto sul disco inferiore e ponetevi sopra l’altro disco.

Spennellate la superficie e i lati del dolce con uno sciroppo ottenuto dalla marmellata di albicocche allungata con un cucchiaio di acqua e due di zucchero disciolti sul fuoco.

Preparate la glassa con lo zucchero a velo, l’acqua e il bicarbonato.
Spennellatela sulla cassata una prima, una seconda e una terza volta man mano che la glassa si asciuga.

Guarnite con la frutta candita.

Tenetela in frigorifero 24 ore prima di servirla.

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I dolci campani di Natale: I Mustacciuoli

Dalla forma romboidale ricoperti di glassa al cioccolato, il loro nome è legato alle antiche preparazioni contadine che utilizzavano il mosto, mustacea era infatti il loro nome latino, col quale venivano preparati per essere resi più dolci.

 

I dolci campani di Natale: Le Paste di mandorle (Pasta reale)

Sono dolcetti che trovano la loro origine nei conventi napoletani, dai delicati colori pastello che vanno dal rosa, al verde al giallino, preparati con mucchietti di paste di mandorle sistemati su di un ostia tagliata che serve da base e dalle forme piu’ svariate.

 

I dolci campani di Natale: Gli Struffoli

Questo è un tipico dolce natalizio napoletano, la cui forma è a base di sfere ricoperte di miele e dai multicolorati diavulilli.
Poiché la penuria di certezze stimola la fantasia, qualcun altro si è inventato che struffolo derivi da strofinare: il gesto che compie chi lavora la pasta, per arrotolarla  a cilindro prima di tagliarla in palline.

 

I dolci campani di Natale: I Susamielli

A forma di ‘S’ i Susamielli venivano impastati con del miele liquido ed anticamente venivano distinti in sosamiello nobile, preparato con la farina bianca e v’era l’usanza di offrirlo alle persone di riguardo, il sosamiello per zampognari.

 

I dolci campani di Natale: I Roccoco’

Il roccocò è un dolce napoletano prodotto con mandorle, farina, zucchero, canditi e spezie varie. Il roccocò è cotto al forno ed ha una forma tondeggiante simile a quella di una ciambella schiacciata della grandezza media di 10 cm.


I dolci campani di Natale: le Zeppole (Scauratielli)

Tipiche della costiera sorrentina, gli scauratielli sono ciambelline fritte preparate con una pasta a base di farina, acqua, latte ed anice, e condite con miele, diavulilli (per chi non lo sapesse sono i confettini piccini e coloratissimi che ci riportano alla mente le decorazioni dei nostri alberelli di natale) e scorzette d’arancia.

 

Conosci cio’ che mangi:

67c073bd636041235d785ae.jpgLe radici della cassata risalgono alla dominazione araba in Sicilia (IX-XI secolo).
Gli arabi avevano introdotto a Palermo la canna da zucchero, il limone, il cedro, l’arancia amara, il mandarino, la mandorla.
Insieme alla ricotta, che si produceva in Sicilia dai tempi preistorici, erano così riuniti tutti gli ingredienti base della cassata, che all’inizio non era che un involucro di pasta frolla farcito di ricotta zuccherata e poi infornato.

La “Cassata Napoletana”  è una sorella più povera della Siciliana eppure sia Napoli che Palermo si sono spesso “sfidati” sulla vera paternità di questo squisitissimo dolce.

Sulla storia di questo mitico dolce sono stati scritti fiumi di inchiostro e si sono affrontati “dolcemente” molti storici e famosi maestri dell’arte pasticciera senza arrivare ad un risultato certo. Ma certo…. non è importante che sia napoletana o palermitana… l’importante è poterla gustare !


Il detto del giorno:

MANNAGGI’O SURICILLO E PEZZANFOSA !

Maledizione al topolino e allo straccio bagnato!

Ossia

E’ l’imprecazione di chi vuole astenersi dal pronunciare una più grave

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I dolci campani di Natale: La Cassataultima modifica: 2010-12-23T19:21:00+00:00da incredinews
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