Polpo alla luciana

94b08f4dd96a1850e361c6de089db586.jpgDifficolta’:

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La Luciana di cui si parla nella ricetta è una non meglio identificata  abitante di Santa Lucia,  panoramico  quartiere di Napoli in passato abitato per lo piu’ da pescatori.
I polpi vengono cotti in una casseruola di terracotta, unitamente a pomodoro, aglio, olive di Gaeta e capperi.

Non va aggiunta acqua durante la cottura.

Un detto dialettale napoletano, ispirandosi a quest’ultimo accorgimento culinario, dice:

« ‘O purpo se coce int’ all’acqua soja »

« Il polpo si cuoce nella sua acqua »

 

Cosa serve:

Per 4 persone

1 Kg. di polpi veraci
500 gr. di pomodori pelati (la tradizione vorrebbe che fossero del piennolo)
Olive nere di Gaeta
qualche cappero
olio extravergine di oliva

peperoncino macinato (o spezzettato finemente)
prezzemolo tritato

Come si prepara:

I polpi devono essere “veraci” ! Come fare per capire che un polpo e’ “verace” ?
Tutti conosciamo i polpi ma il primo punto su cui soffermarci è proprio la differenza tra il polipo “verace” e quello “sinisco“. Il pulpo-VERACE.jpgverace ha due file di ventose sui tentacoli, è molto profumato, si veste di un colore marrone con preziose sfumature rosa e abita tra gli scogli. Il sinisco ha una sola fila di ventose sui tentacoli, il suo colore è marrone pallido senza sfumature, le sue carni sono poco pregiate e meno profumate del suo parente; vive nei fondali dei mari.

Se sono surgelati i polpi risulteranno sicuramente piu’ morbidi. Nel caso siano freschi alcuni pescatori assicurano che afferrando il polpo per la testa e calandolo per 3 volte nell’acqua bollente questi acquistera’ morbidezza… per cui regolatevi di conseguenza. Alcuni amici addirittura li congelano e poi li scongelano e assicurano ottimi risultati.
Appena pescato si dovrebbe battere violentemente il polpo su una superficie dura per ammorbidirlo. Farlo dopo diverse ore dalla morte non credo assicuri lo stesso risultato…

Puliteli levando loro la bocca, gli occhi, la vescichetta dell’inchiostro e lavateli poi in parecchia acqua corrente.

Prendiamo una teglia alta e larga. La tradizione vorrebbe che fosse di creta.

Una volta sistemati tutti i polipi nella teglia, aggiungete un filo d’olio, un pizzico di pepe, un aglietto tagliato a pezzi piccolissimi e un pizzico di peperoncino. Poi il tutto va messo (incoperchiato) a cuocere su di un fuoco  lento.
Aggiungete il pomodoro, il prezzemolo ed un altro filo d’olio extravergine di oliva e fate cuocere a pentola coperta per un quarto d’ora circa.

A questo punto aggiungete qualche oliva nera di Gaeta intera e qualche cappero di Pantelleria (desalato), e  lasciate ancora cucinare a fuoco lento per 30 minuti.

Il colore dei polipi cambia durante la cottura: i veraci diventano di un bel rosso scuro.

I polpi alla luciana possono essere benissimo proposti come antipasto. Serviteli in recipienti di coccio con crostini di pane abbrustolito

purpitielliallalucian-1.jpg&t=1Il sugo potrà essere utilizzato per condire dei vermicelli o delle linguine.
Non dimenticate di spolverare con un po’ prezzemolo fresco prima di servire.

 



 

Conosci cio’ che mangi:

0aa9305b15737f763236793d45779254.jpgAbituatevi a chiamarlo polpo e non polipo !

Dal punto di vista nutrizionale contiene una quantità ridotta di proteine rispetto ai pesci. Il polpo è un pesce molto magro e decisamente ipocalorico, visto che ha meno di 70 kcal per 100 g.

Questo dato però deve essere valutato criticamente: una volta cotto, il polpo dimezza il suo peso e quindi le calorie salgono a 140, quelle di qualunque carne magra cotta.

Il polpo è decisamente saziante a causa del tessuto connettivo delle sue carni, è molto saporito e privo di grassi, dunque è particolarmente indicato nelle diete ipocaloriche.

Contiene una discreta percentuale di alcuni minerali, come calcio (144 mg/100 g), fosforo (189 mg) e potassio (93 mg).

 

 

Il proverbio del giorno:

Se pigliano cchiu’  mmosche cu ‘na goccia ‘e mele, ca cu ‘na vott’e acito

Si catturano piu’ mosche con una goccia di miele, che con una botte di aceto

Ossia:

Si ottiene di piu’ con la bonta’  che con la cattiveria

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